Più di dieci anni fa, Virginia Fiume nel best-seller Voglio Un Mondo Rosashokking, raccontava la storia di Camilla, una giovane laureanda italiana che si chiedeva come far collimare il sogno di costruire una carriera brillante e ben remunerata, con l’andamento poco meritocratico del mondo del lavoro Italiano. La situazione in Italia allora, correva il 2006, era piuttosto penalizzante per un libero professionista che se poi era una libera professionista, era ancora più complicato. Ne era stato un esempio emblematico, Sofia, la sorella maggiore di Camilla nel romanzo che per conciliare vita privata, l’arrivo di un figlio e lavorativa, una carriera freelance da settecento euro al mese, aveva dovuto fare una scelta drastica (nessuno spoiler, potete tranquillamente leggere il libro).

Bekudo the virtual consultant that maches you, with the best indipendent professional to innovate your business

Oggi Virginia Fiume, a dieci anni dal successo di quel romanzo che è ancora tristemente attuale per molti versi, vive a Londra e forte di un’esperienza come content stretegy e digital project managment in aziende Tech internazionali come Scribble Live e Taboola, ha cercato di dare il suo contributo a quell’annoso problema dei freelance. Come? Attraverso Bekudo, una startup ideata, auto-finanziata, creata e lanciata insieme Emma Perrotta, capo marketing per multinazionali della portata di Plantronics e Remax, attale CEO di Bekudo. Emma scrive sul sito che l’idea di Bekudo è nata in volo, tra le nuvole, da Tenerife a Milano.

Bekudo, termine che contamina l’inglese (Be) con l’albanese (Kudo significa ovunque), crea un luogo virtuale dove i sempre più numerosi liberi professionisti che scelgono di essere ovunque nel mondo, grazie alla tecnologia, sono in grado di trovare nuovi progetti all’interno di squadre di lavoro e clienti, allo stesso modo ubicati ovunque nel mondo. Come, si sono chieste Emma e Virginia, è possibile rendere più fluidi i rapporti tra liberi professionisti, portatori di innovazione e fenomeno in aumento esponenziale in tutta Europa e i potenziali datori di lavoro, ovvero le aziende?

Bekudo lo fa utilizzando un mentore virtuale, una conversazione mirata ed efficace che aiuta da una parte i freelance (Indipendent Professionals, divisi in due grandi macro-aree a loro volta suddivise in specifiche categorie http://bekudo.com/professionals/), dall’altra le aziende che cercano freelance (Business) a spiegare e comprendere quali sono gli obiettivi, i punti di forza e i punti deboli di un progetto, le abilità da mettere sul tavolo etc. Dalle conversazioni, puntualmente registrate via mail, si sviluppa il lavoro del team di Bekudo che propone il giusto freelance all’azienda da una parte e che aiuta dall’altra, il libero professionista ad essere efficace e perché no, a scoprire nuove abilità su cui lavorare.

 

LEGGETE IL RESTO DELL’ARTICOLO DA ME SCRITTO SU MRS 

 

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