Era nato come un week end d’arte, divertimento e romanticismo con il mio fidanzato e alcune coppie di amici. Parigi, what else? Così abbiamo passato la giornata tra La Gare d’Orsè e il Louvre e alla sera abbiamo optato per una cenetta in un piccolo bistrot, a una fermata di metrò da Place de la République, dove si trova il Bataclan. Il nostro albergo infatti, si trovava proprio lì vicino.
La cena è iniziata intonando la Vie en Rose, sorseggiando Borgogna mentre fuori c’erano i fuochi d’artificio. Che meraviglia, persino i fuochi d’artificio in una serata normale, abbiamo pensato. Poi le serrande del ristorante sono state abbassate all’improvviso e le porte serrate. Noi e gli altri turisti e non che mangiavano nel bistrot, sempre ridanciani, ci siamo domandati che cosa accadesse. Nessuno poteva lontanamente immaginare quello che stava accadendo e i gestori del ristorante, per un po’ hanno cercato di far finta di nulla.
Così ho acceso Periscope, in primo piano, c’era un uomo, nascosto dietro una macchina, mentre dal Bataclan a pochi chilometri da noi, impazzavano spari e urla.
Per favore, mantenete la calma, ci hanno comunicato che Parigi è sotto attacco terroristico: è meglio che nessuno esca per strada ora, soprattutto in questa zona. I proprietari del ristorante erano lividi in volto e l’atmosfera in un attimo si è trasformata. Il panico e la paura hanno iniziato a diffondersi tra di noi, gli smartphone parlavano di guerriglia urbana e nessun telegiornale aveva ancora notizie fresche poiché tutto era ancora in corso in quel momento.
Sparano per strada, hanno ucciso a sangue freddo gli avventori in un ristorante in Place de La République, sono asserragliati al Bataclan: uccidono ragazzi a colpi di mitra, hanno scatenato l’inferno.
A quel punto, in preda al panico, abbiamo deciso di uscire dal ristorante e tornare in albergo, ed è capitata la cosa che mai avrei pensato potesse capitare in una situazione del genere: io e il mio fidanzato ci siamo divisi. Non abbiamo nemmeno avuto nemmeno il tempo di salutarci, è stato questione di un attimo. Lui insieme ai suoi amici hanno preso la metropolitana, io insieme alle altre donne del gruppo siamo salite su un taxi, l’unico che, grazie a Dio, siamo riusciti a trovare.
Per leggere il resto dell’articolo, Andante su MEDIUM Grazie mille e Buona Lettura!
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